IQVIA, leader globale nella fornitura di servizi di ricerca clinica, tendenze, insight commerciali e intelligence sanitaria per il settore life science e sanitario, supporta le organizzazioni nell’affrontare con successo le dinamiche in evoluzione del settore
- In questa analisi, IQVIA esamina il settore MedTech italiano, uno degli ambiti in più rapida trasformazione. Questa trasformazione è guidata da nuove normative, fusioni e acquisizioni, modelli di sanità basata sul valore, pressioni su prezzi e rimborsi, lanci di prodotti innovativi e tecnologie all’avanguardia, in sostanza tutte le tendenze del settore life science.
In base ai più recenti regolamenti europei (Regolamento Ue n. 2017/745-MDR sui dispositivi medici, successivamente ampliato dal Regolamento Ue 2017/746 sugli in vitro diagnostici e dal Regolamento Ue 2024/1689 sull’Intelligenza Artificiale), si definisce dispositivo medico qualunque strumento, apparecchio, apparecchiatura, software, impianto, reagente, materiale o altro articolo, destinato dal fabbricante a essere impiegato sull’uomo, per una o più destinazioni d’uso mediche specifiche.
Le tipologie di dispositivi variano ampiamente per complessità e durata, e possono essere sia analogici che digitali.
La regolamentazione di questi dispositivi è molto complessa, così come lo è il loro monitoraggio in termini di misurabilità delle vendite e dei consumi. E la complessità aumenta se si pensa alla forte interconnessione tra il mondo dei dispositivi medici e quello dei farmaci e le tendenze in atto. Tuttavia la complessità favorisce innovazione e opportunità.
Innovazione nei dispositivi medici: opportunità e tendenze per i pazienti e per il sistema salute
Sono diverse le aree terapeutiche in cui i dispositivi medici si intersecano con i farmaci per offrire al paziente la migliore terapia possibile.
La gestione del paziente diabetico è uno degli esempi più diffusi per questo caso.
In altri casi, i dispositivi medici e i farmaci competono per migliorare la vita di un paziente cronico, come nella cura dell’obesità dove i farmaci innovativi potrebbero sostituire in via definitiva la chirurgia bariatrica e il relativo dispositivo per essa utilizzato.
Tutti scenari che aprono al paziente nuove opportunità di cura e di miglioramento delle prospettive e della qualità della vita, ma che pongono al sistema salute notevoli sfide di gestione: non solo in termini di formazione dei professionisti, di adeguamento di protocolli e procedure, ma soprattutto di gestione e pianificazione della spesa pubblica.
In molti casi, infatti, la pianificazione può essere intaccata dalla mancata aderenza terapeutica da parte del paziente oppure dalla carenza del farmaco o del dispositivo.
Le sfide e le opportunità sono particolarmente evidenti nell’ambito dei dispositivi digitali.
Questi dispositivi possono migliorare significativamente la gestione remota del paziente, monitorando la terapia, prevenendo e riducendo eventi avversi (ad esempio in ambito cardiologico), garantendo la corretta somministrazione dei farmaci e riducendo i periodi di ospedalizzazione. Ciò porta vantaggi non solo ai pazienti, ma anche a tutti gli attori chiave del sistema sanitario (figura 1).

Siamo in un’epoca in cui l’industria dei dispositivi medici sta vivendo una profonda trasformazione: le aziende stanno passando da prodotti e soluzioni hardware a innovazioni guidate da intelligenza artificiale e software. Questa è una delle tendenze chiave da osservare e sfruttare, considerando che attualmente si stima che il 75% delle applicazioni di Ia sia in radiologia (fonte: IQVIA White Paper Ten MedTech Trends to Watch in 2024).
Per fare in modo che queste innovazioni si concretizzino il prima possibile, sarà necessaria una rapida regolamentazione di questa nuova tipologia di dispositivi, anche se attualmente la stessa è influenzata da valutazioni del rischio volte a tutelare i pazienti.
Tendenze di consumo dei dispositivi medici in Italia nel 2025
Monitorare il consumo e le vendite di dispositivi medici in Italia richiede una prospettiva multicanale, soprattutto se l’obiettivo è comprendere l’intero settore. Il comparto in Italia vale 5,6 miliardi di euro nel solo progressivo anno (da gennaio a giugno 2025) e si sviluppa per il 70% nel canale ospedaliero (pubblico e privato equiparato), per il 29% nel canale retail (farmacie, parafarmacie, iper+super e e-commerce) e per il restante 1% nella distribuzione per conto (DPC) – come mostrato in Figura 2.

Nella figura 3 si può osservare come il canale ospedaliero sia in costante crescita, dopo l’arresto dovuto alla pandemia di Covid-19, arrivando a un valore di 7,2 Mld di € nel 2024.

L’andamento positivo del canale ospedaliero traina il trend totale dei dispositivi che a totale registrano nel 2024 un +6% a valore. In questo canale, le aree più importanti in termini di peso sono la protesica, il cardiocircolatorio e le apparecchiature sanitarie, anche se in termini di crescita sull’ultimo YTD a giugno 2025 si registrano segni positivi in tutte le EMDN (European Medical Device Nomenclature) di livello 1, ad eccezione della diagnostica in vitro, area che aveva precedentemente trainato la crescita grazie ai test Covid-19 e che, attualmente risente di una maggiore diffusione delle analisi di laboratorio svolte presso i centri privati.
Il settore dei dispositivi medici in Italia resta dinamico e guidato dall’innovazione digitale e dalla crescente integrazione tra hardware, software e intelligenza artificiale.
Le opportunità offerte dai dispositivi digitali, sia per i pazienti che per il sistema sanitario, sono numerose: dalla gestione remota della terapia alla riduzione degli eventi avversi e dei periodi di ospedalizzazione, fino al miglioramento della qualità della vita. Tuttavia, queste innovazioni pongono anche nuove sfide, soprattutto in termini di regolamentazione, formazione e sostenibilità della spesa pubblica.
Il trend positivo dei consumi, in particolare nel canale ospedaliero, riflette la crescente fiducia in queste soluzioni ma evidenzia anche la necessità di un monitoraggio costante e di un approccio multicanale per cogliere appieno il potenziale del settore. Solo attraverso una collaborazione sinergica tra istituzioni, aziende e professionisti sarà possibile trasformare la complessità attuale in un’opportunità concreta per il futuro della sanità italiana.
CREDITS: IQVIA
