La risposta all’emergenza sanitaria è nei drammatici mesi dell’emergenza sanitaria, quando le biotecnologie hanno dimostrato in modo chiaro il proprio straordinario valore, fornendo importanti riscontri per affrontare efficacemente la pandemia che ci ha travolto

Sequenziamento del genoma virale, test diagnostici, antivirali, vaccini: mai come in questo ultimo lungo periodo le biotecnologie sono al centro dell’attenzione pubblica e meritevoli dell’interesse delle Istituzioni.

Le imprese già attive nel settore della salute hanno saputo reagire con competenza e tempestività all’emergenza causata dalla diffusione del SARS-CoV-2.

Le biotecnologie hanno dimostrato, una volta in più, la volontà di esserci, di rispondere ai bisogni, alle esigenze della nostra società: dati del Ministero dello Sviluppo economico ci dicono che nel 2020 sono nate 41 nuove start-up biotech, ben 33 tra marzo e ottobre.

Il biotech c’è, è presente, come elemento chiave, vera e propria tecnologia abilitante, per superare l’attuale momento di crisi, per permetterci di guardare a un futuro migliore, più sano, sicuro, di crescita. Ma non parliamo solo di salute umana.

Le biotecnologie appaiono infatti come elemento chiave, sia per il superamento dell’emergenza che per una ripartenza sostenibile.

Sono una tra le principali leve innovative della bioeconomia, intesa come sistema che utilizza le risorse biologiche, terrestri e marine, così come i rifiuti, come input per l’alimentazione, la produzione industriale e di energia.

Un modello di sviluppo verso cui guardare, perché la nostra salute e quella del pianeta che ci ospita sono strettamente connesse l’una all’altra.

Le biotecnologie ci sono e ci saranno: per rispondere alla sfida di un’alimentazione adeguata, da un punto di vista quantitativo e nutrizionale, per una popolazione globale in costante crescita; per contrastare gli effetti del cambiamento climatico; per preservare il nostro complesso e delicato patrimonio di biodiversità.

Non è un caso che il Nobel 2020 per la chimica sia stato assegnato a Jennifer Doudna ed Emmanuelle Charpentier per lo sviluppo della rivoluzionaria tecnica di editing del genoma CRISPR-Cas9.

Uno strumento dall’enorme potenziale, che ha rivoluzionato la scienza di base e che ci permette e ci permetterà nel futuro di ottenere colture innovative e sostenibili, e trattamenti medici personalizzati e d’avanguardia.

Biotecnologie per la ripartenza sostenibile: la proposta Assobiotec

Il comparto conta 696 imprese attive in Italia a fine 2019 e impiega 13mila addetti – di cui il 34% in attività di R&S – per un fatturato totale di oltre 12 miliardi di euro.

Ma soprattutto, si tratta di un settore che si è schierato da subito in prima linea nella lotta alla pandemia e che ha avuto modo negli ultimi tempi di dar grande prova di sé.

L’obiettivo è ora quello di delineare una strategia concreta e condivisa per diventare più competitivi su scala globale e più resilienti nei confronti di situazioni di crisi come quella attuale.

In risposta a questa esigenza si collocano le 23 proposte avanzate da Assobiotec Federchimica, a costituire un piano che si muove attorno a tre punti cardine: Ecosistema, Scienze della Vita e Bioeconomia.

(fonte Assobiotec) 

LIFE SCIENCES: PANDEMIA COVID-19 E BIOTECNOLOGIE
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